© accioloki
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sottolasfaltocelasabbia:

iosemprequietudistante:

”Your hand fits in mine like it’s made just for me”.

@

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Lorena Alvarez

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Lorena Alvarez

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Ner-Tamin

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Rt0no

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Rt0no

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Robin Robinson AKA: Gorgonist

posted 18 ore fa | 2

a-r-t-i-n-v-e-i-n mi ha nomitata nella 5 random facts, ora, non ricordo d’averlo già fatto, ma ci sta anche di si, così spero solo di non ripetermi.
Intanto grazie Ziggie <3


FIRST: In questo momento sono decisamente tra il deluso e l’incredulo (vedere il post-poema subito sotto per comprenderne il motivo)
SECOND: Ho un tatuaggio da finire, ma sono indecisa se farlo o meno.
THIRD: Essenzialmente mi reputo una persona debole e poco interessante
FOURTH: Ogni volta che guardo le braccia di qualcuno prima guardo le vene poi ricerco se ci sono “uova aliene nascoste” e sorrido sempre un po’.
FIFTH: In riferimento alla precedente: le “uova aliene nascoste” sono dei “difetti della pelle” per così dire, che aveva una persona che ho ancora molto a cuore, che adoravo da morire e che chiamavamo così.

Non so chi nominare a dire la verità quindi sbaraboh: raccontamidite findmeinachampagnesupernova lastrofaperiltuoritornello respiroaffannato steverogersdoesnotfondue buiosullelabbra

Grazie di avermi tolto un po’ di nervoso, dolcenotte <3

posted 19 ore fa | 5

Cose da allenatrice senza speranza

Apro la porta, la luce che filtra sembra quasi irreale.
Sono le 17.00, fuori fa caldo ma il vento irrompe dalle porte aperte facendole sbattere violentemente, svegliando tutti i presenti dal torpore regalato dal “forno” dove ci troviamo.
Questa palestra potrebbe raccontare di tutto - penso, dando un bacio alla mia amata pedana.
Sono 23 anni che calpesto questo suolo e ogni anno è sempre un’emozione.
Mi guardo attorno, oggi è giornata di stage, ricerco scrupolosamente il segno della presenza delle mie allieve.
Nell’angolo a destra, tra attrezzi e ginocchiere vedo I., me la ricordo quando 4 anni fa entrò in questa palestra per la primavolta, me la ricordo mentre 2 anni fa rientrava, assieme alla sua inseparabile compagna, come campionessa nazionale.
Il mio sguardo va a cercare anche Lei, E., l’inseparabile compagna, ed eccola in piedi, poco più lontana, con in viso un misto tra paura ed emozione.
Dovete sapere che entrambe, da inseparabili compagne, hanno subito, lo scorso anno, un’operazione post-trauma; una al braccio, l’altra al menisco (entrambi i casi sono stati classificati dai chirurghi come rari) e per tale motivo hanno perso un anno di ginnastica per recuperare mobilità e memoria motoria.
Oggi è il loro primo giorno di rientro e non hanno scelto un giorno a caso, ma il primo giorno di stage con un insegnante della nazionale bulgara jr.
Sanno già che torneranno a casa con le lacrime e i muscoli che urlano dal dolore, eppure sono la, immobili, pronte, con l’aria di trepidante attesa, i pugni serrati e i sorrisi a mezza bocca.
Mi guardano, non posso fare a meno di commuovermi un po’, la loro passione è anche la mia, sorrido mentre mi chiedo che cazzo di fine abbiano fatto le loro compagne, che al contrario non si vedono.
L’allenamento inizia, e delle mie altre allieve neanche l’ombra.
Mi sale il sospetto (e assieme al sospetto il nazismo ben fondato, conoscendo gli elementi) prendo al volo il telefono et voilà, tempestato da messaggi su uozzàp che mi annunciano che non verranno perché FA TROPPA FATICA NOE, CIOE’ NOI SIAMO STATE FERME 2 MESI, NON PUOI CHIEDERCELO.
Clicco sulla macchina fotografica, scatto una foto alle mie due “budine” e la invio ad ognuna di loro; la mia unica risposta è quella e ben sottointeso c’è un: VERGOGNATEVI.
Allora mi rivolgo alle mamme delle mie altre allieve, quelle della seconda palestra, che dovrebbero venire mercoeldì poiché domani hanno una piccola esibizione per la festa dell’unità.
Di tutta risposta ricevo un: Scusa ma le bimbe non sono interessate e neanche a noi pare sto granché perciò non parteciperemo.
Il mio sorriso si spegne.
Possibile?
Voglio dire, è un esperienza, è un’occasione unica, irripetibile, ad un prezzo più che irrisorio per altro (perché essendo comunque mie allieve la mia società n°1 mi ha fatto il favore di fare un prezzo da associati e non da esterni)
Ma NON SONO INTERESSATE/NON PARE STO GRANCHE’?
Rimango allibita, il veleno mi ripercorre le iridi, lo sento.
Non capisco, non capisco come sia riuscita ad instillare in LORO la passione, la dedizione, l’impegno, lo sforzo e nelle altre no.
NIENTE.
Ripenso a quando ero ginnasta io, a quando entravo in palestra anche con le stampelle ed il gesso e provavo.
Provavo sempre, e comunque.
La ritmica è sempre stata parte di me, mi ha sempre seguita, mi ha sempre aiutata, cresciuta.
Le generazioni di adesso mi impauriscono.
Si disinteressano a tutto, sono superbe e pigre, non conoscono il significato dello sforzo, dell’impegno, della sconfitta.
Conoscono però le lamentele, quelle da far dire ai genitori quando non salgono sul podio, quando una cosa non riesce ed è OVVIAMENTE colpa di chi insegna, di chi allena, nel mio caso.
Conoscono le bugie, quelle che dicono quando qualcosa non va loro a genio, quelle che dicono quando non hanno voglia di venire ad un allenamento, quelle che dicono quando vengono, ma non hanno voglia di allenarsi.
Conoscono il significato dei SI ma non quello dei NO.
Non sanno cosa sia il rispetto, non ne portano ai genitori, figuriamoci se mi devo aspettare che ne portino a me.
Non sanno cosa sia la DISCIPLINA, eppure ne praticano una (e questa signori miei è la cosa che più mi fa sorridere).
Non sanno cosa sia l’ascolto né l’umiltà.
Quando riprendi un loro errore, non provano neanche a correggerlo, al massimo ti dicono “ma a me va bene così, io lo faccio così” fregancazzo se è fatto bene o male.
Questa generazione mi impaurisce, mi fa perdere fiducia, mi fa perdere l’amore nell’insegnare questa magnifica splendida e durissima disciplina.
Un po’ di culo mi servirebbe anche in questo caso, qualche volta vorrei dovermi preoccupare della troppa passione piuttosto che del troppo disimpegno.

Mi consolo guardando E&I, sperando rimangano sempre così, in tutto, nella loro vita.
In 10 nanosecondi prendo una decisione per me definitiva quest’anno, senza riserve, le mie attenzioni vertiranno solo su Loro e su quelle 3 figliole che allo stage non sono venute solo perché sono in Nuova Zelanda, mortacciloro!

posted 3 giorni fa | 5

Ricordi #1

mi stringo a lui mentre dorme, è caldo, fermo, respira dolcemente.

Ha piccoli fremiti che mi fanno pensare a cosa stia sognando, io sono sveglia dopo un incubo e lui dorme, ma non gliene faccio una colpa.

Non mi sente - non parlo - forse è per questo.
Cerco la sua mano, la sua splendida, liscia mano.Così piccola, così forte.
Lo guardo dormire e mi si riempiono gli occhi di lacrime.

La stretta si fa serrata - non voglio svegliarlo - ritiro le mani, mi allontano, e lo guardo dormire dall’altro lato del letto.

Buffo, così vicini eppure mi sembra ci siano oceani a separarci.

Lo guardo e piango, sussurro, tutto quello che il mio cuore vorrebbe dirgli e che non ha il coraggio di affrontare, quando i suoi occhi sono aperti e vigili.

Ora dorme, non può odiarmi per quello che gli racconto.
Per le mie paure, i miei sogni, i miei fallimenti.
Per i desideri che tengo stretti tra i denti, non può odiarmi, non mi sente, non mi sente.

Non la sento nemmeno arrivare, la sua mano; appena mi sfiora lo fisso atterrita, non si è mosso, ha solo spostato il braccio.
Ma mi cerca, posso vederlo muoversi, mi cerca e non mi trova e io mi faccio piccola per paura che sia sveglio.

La sua mano mi sfiora ancora -piccolo splendido amore, quanta forza, quanta meraviglia. Mi senti- poi si volta, sta ancora dormendo perché lo chiamo e non risponde e lo so che non finge, non sa fingere.

Si volta e mi stringe. come se sapesse, come se sentisse.
il suo abbraccio è tutto ciò che serve per placare i miei incubi, chiudo gli occhi e mi avvolgo del suo profumo, del nostro, fino al mattino.